giovedì 22 gennaio 2015

Idrab maftu7

Cioè, sciopero "aperto", quello che da ieri stanno facendo alcuni docenti dell'istituto Bourguiba, quello in cui sto studiando. Premetto che quanto segue è ciò che ci hanno riferito gli stessi insegnanti: prendetela quindi come un'informazione inevitabilmente di parte.

That is, "open" strike, this is what some teachers of Bourguiba school (the institute I'm studying at) have started yesterday. I put beforehand that what follows is what the teachers themselves have told us: take it thus as a biased information.

A quanto pare esistono due tipi di insegnanti: i neo-assunti, chiamati direttamente dal Ministero e dotati di regolare contratto, e quelli di vecchia data, che lavorano in nero da anni (in alcuni casi più di dieci). Tra l'altro, i neo-assunti, a detta dei colleghi, hanno poca voglia di lavorare e soprattutto di adattarsi ai metodi dell'istituto (che vanta mezzo secolo di storia, non proprio briciole). Non conosco tutti i neo-assunti, ma diciamo che da quello che mi hanno riferito i metodi di alcuni lasciano veramente un po' a desiderare, soprattutto se confrontati con quello storico basato sull'immersione totale nella lingua e su programmi molto precisi.

Apparently there are two kinds of teachers: the newly hired, coming directly from the Ministry and with a normal contract, and the old ones, who have been working with no contract for years (in some cases more than ten). Moreover, the newly hired are, according to their collegues, lazy workers and they don't want to adopt the methods of the institute (which has existed for around fifty years). I do not personally know the newly hired, but I can say that I've been told their methods leave a bit to be desired, sometimes, most of all if compared with the traditional one based on a whole immersion in the language and on very precise programmes.

Per tutti questi motivi (avere più diritti e tutelare quello che loro ritengono essere il metodo migliore, nella scelta del quale al momento non hanno voce in capitolo non essendo ufficialmente assunti) molti hanno scelto di scioperare, nella speranza di attirare l'attenzione di media e Ministero. Stando a quanto ci hanno riferito questa mattina dovrebbero avercela fatta: in programma per oggi pomeriggio c'era una riunione con il Ministero e il Rettore dell'università di Tunisi, a cui l'istituto fa capo. Bisogna però anche dire che questa storia si trascina avanti da tempo, con continui scioperi che, a quanto pare, non ottengono risultati. Sarà la volta buona? Me lo auguro, per i professori e per noi studenti!

For all these reasons (gaining more rights and defend what they consider it to be the best teaching method, in the choose of which they don't have a say, given that they are not officially hired) many have decided to go on strike, hoping to draw the attention of the Ministry and the media. As far as they have told us this morning, they should have won: this afternoon a meeting is supposed to have been held with the Ministry and the Head of the Faculty. Although I must say that this situation has been lasting for a long time, with many strikes that, apparently, has had no success.Will this be the right time? I hope so, for our teachers and for us the students!

martedì 13 gennaio 2015

My first days in Tunis: an English summary

Here we go with a new English post, to all my foreign friends. But first of all, excuse me for being so late with it: my internet connection is awful!

I arrived in Tunis one week ago, and the first interaction with my house was actually pretty shocking. The flat is composed of five bedrooms, one sort-of-bathroom and one sort-of-kitchen. Oh, we have a veranda too, but I will talk about it in a later post. Anyway, I chose the smaller room, and most of all the one which had been closed for months. Result: making the bed I found an adorable dead mouse wrapped in the blanket. Luckily it was a mouse and not a rat, at least. You can see some photos of the house (not of the mouse XD) here.

Anyway, after tiding up the house we went sightseeing. My flatmates and I went first to the city center, in particular to the very French Avenue Habib Bourguiba and then to the tourist suq. Pictures here.
Then we went to Sidi Bou Said, a small village a few kilometres far from Tunis named after a religious figure, Bou Said. Known for being a town of artists, Sidi Bou Said is now mainly a touristic place, with its famous pottery and its gorgeous (even if rather expensive) cafés. Even if it is, most of all, one of my favourite places in the world, for its beauty and for all the happy memories related with it. Pictures here.

domenica 11 gennaio 2015

Sidi Bou Said

Borgo situato ad alcuni chilometri da Tunisi, Sidi Bou Said prende il proprio nome da un santone musulmano, appunto tale Bou Said, che costruì qui la sua dimora tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo. La località è diventata, con il tempo, prima l'"umile" dimora di governatori e tunisini benestanti, poi una località popolata da artisti e artigiani, e infine, attualmente, un borgo prettamente turistico, pieno di negozi in cui acquistare splendide ceramiche (ma mi raccomando, SEMPRE contrattare come se non ci fosse un domani!) e famoso ovunque per i suoi edifici, tutti dipinti di bianco e blu (cosa che in effetti lo fa somigliare ad alcune cittadine greche).

Sidi Bou Said è sempre stata una delle mie destinazioni preferite, e ieri mi ha confermato che anche in inverno (peraltro, un inverno molto mite) mantiene tutto il suo fascino. Io e le mie compagne abbiamo fatto due passi nei vicoletti per poi concederci un babalooni (una specie di ciambella fritta) per strada e un tè con i pinoli (da provare!) nel Cafè des Délices, caffè molto costoso (cinque dinari, circa due euro, per un tè) ma con una splendida terrazza panoramica sul golfo, dalla quale ci siamo godute uno splendido tramonto invernale.








Cafè des Délices






venerdì 9 gennaio 2015

Primo turisteggiamento: la Medina

Tra un roditore e l'altro, ieri io e la mia coinquilina Maria Luisa ci siamo dirette verso il centro di Tunisi. Nella fattispecie, abbiamo percorso buona parte di Avenue Habib Bourguiba - la via dello struscio di Tunisi, iper-francese e super-fashion - per poi entrare nel suq turistico (che non è quello in cui il tunisino medio fa acquisti, per dovere di cronaca). Il suq turistico, questo luogo favoloso in cui se capiscono che sei un turista tutti i giorni è l'ultimo giorno di un imperdibile festival dell'artigianato durante il quale puoi visitare delle meravigliose (meravigliose davvero) terrazze. "Affrettatevi perché tra cinque minuti il festival chiude... vi accompagno io, tanto lavoro lì vicino. A proposito, vi mostro il mio negozio di profumi..."
Ah, il suq turistico di Tunisi è anche un luogo con un tasso di italofonia da far invidia a Firenze. Oggi ci sono tornata e alle mie spalle ad un certo punto ho sentito un "Italia. Maqqaroni wa salsa". Che bello l'esotismo...!
Insomma, godetevi qualche fotuzza e invidiatemi!
Il senso di sicurezza che solo un mega-incrocio-con-stazione tunisino ti può dare...

Avenue Habib Bourguiba


Porte de France (l'inizio del suq turistico)

Il suq (in uno dei pochi punti in cui fermarsi a fare una foto può considerarsi saggio)

La moschea Zaituna dalla famosa terrazza



Ancora Avenue Habib Bourguiba

Bighellonando quasi-perse: chiesa ortodossa. A Tunisi. Chi ha orecchie per intendere...

giovedì 8 gennaio 2015

Ma tu guarda: un topo morto!

La mia camera dopo il restyling... immaginatevela prima!
Eccomi, gente, sana e salva, in diretta dal mio tugurietto a Tunisi. Oggi ho già turisteggiato, ma prima è d'uopo una descrizione della mia umile dimora.
La reggia si compone di cinque camere da letto singole, un bagno, una cucina e una specie di verandina. Che detta così non sembra male. Con il mio immenso acume, tra l'altro, ho scelto proprio la camera rimasta disabitata per mesi, quindi gomitoli di polvere ovunque. Ma siamo forse venuti a Tunisi per lamentarci? Certo che no, e allora via di scopa, spazzolone e olio di gomito! Pulito il pavimento e svuotate le valigie, mi dedico al letto, su cui noto con piacere una coperta - così almeno non devo comprarmela! Prendo la coperta per scuoterla, immaginando sia un po' polverosa. Ma appena la smuovo, stunc!, qualcosa mi rimbalza addosso e cade per terra. Ma cos'è, una foglia secca...? Aspetta, ma le foglie hanno il muso...?
Un topo. Un adorabile topino di campagna (grazie a Dio non un ratto, almeno) bello secco. Orrore. E il fatidico "Ma chi me l'ha fatto fare?" che avanza. Ovviamente esco e vado a comprarmi un bel piumone nuovo al Carrefour, che grazie al cielo è dietro casa. Spero almeno che i miei quarantuno dinari (più gli undici per la cesta della biancheria sporca) servano a far girare l'economia tunisina.

E questa è la camera. Bagno e cucina lascio siate voi a giudicarli. Nota: la doccia (rigorosamente senza piatto) perde tipo fontana, nonostante i nostri mille tentativi di ripararla, e l'eroico sacrificio di chili di nastro adesivo. L'unico risultato è che ora il getto "inopportuno" invece di spruzzare ovunque spara preciso e diretto... verso i ganci per gli accappatoi! Ah, e come non citare la finestrella del bagno che dà... in cucina?
Bagno ampio e signorile
Cucina abitabilissima

martedì 6 gennaio 2015

In partenza! Leaving!

Ebbene, è giunto il momento! Domani si parte. E a sedici ore dalla partenza, la situazione è una specie di disastro sotto controllo. Sotto controllo perché stiamo tutti mantenendo la calma. Disastro perché ho due bagagli da imbarcare, uno zaino e una borsa. Come cavolo farò a trascinarmi tutto ciò sulle sconnesse strade tunisine, è una buona domanda. Chi vivrà vedrà, intanto Alitalia ha ricevuto con giubilo i miei 44 euro per il bagaglio extra: fa sempre piacere diffondere gioia, in fondo.

The time has come! I'm leaving tomorrow. And sixteen hours before leaving, the situation is some sort of under control disaster. Under control because we are all keeping calm. Disaster because I have two pieces of luggage, a backpack and a bag. How the hell I'll carry all these things on the messy streets of Tunis is a good question. We will see, meanwhile Alitalia has happily received my 44 euros for the extra baggage: spreading joy is always nice, after all.

Però ora vi chiederete: perché la valigia è a testa in giù? Ottima domanda. Dovete sapere che quella valigia (evidentemente poco costosa) ha la tendenza a cappottarsi. Quindi? Quindi mio padre l'ha presa, l'ha ribaltata, ha preso le misure e ora le sta stampando dei piedini nuovi con la stampante 3d (sì, mio padre ha una stampante 3d).

But now you will be wondering: why is that bag upside down? Excellent question. The thing is, that one (clearly not very expensive) tends to tip. So what? So my father has turned it upside down, taken measures and now is printing new "feet" with his 3d printer (yes, my father has a 3d printer).

Ma a parte il fatto che penso noleggerò un cammello appena atterrata, ci siamo. Auguratemi buona fortuna e restate connessi: ci sentiamo dall'altro lato del Mediterraneo!

But other than the fact that I think I'll rent a camel as soon as I land, here we are. Bid me good luck and stay tuned: hear from you soon from the other side of the Mediterranean Sea!


domenica 21 dicembre 2014

English version

Some of my international friends have been asking for an English version of this newborn blog, so... here I am with my first English post!

But let me introduce myself first. I am Sara, an Italian 22-year-old girl. I have just graduated in Cultural and Linguistic Mediation, and given that I dream of becoming an interpreter, I'm going to move to Tunis for six months in order to improve my (poor) Arabic.
The aim of this blog is precisely talking about my dear Tunis and all the (mis)adventures I'm going to live there. I have been to Tunis twice during summer, so I'm pretty sure I will have adventures and misadventures.

I won't translate every single post into English, I'm sure I will have too many things to do to keep almost two blogs! I will translate some posts and sum up others, but I promise you won't miss anything important.

So, go and start packing, we are leaving soon!