martedì 24 marzo 2015

Cosa sta succedendo in Tunisia

Come promesso, eccomi a spiegarvi, nel mio piccolo, costa sta succedendo in Tunisia. A sentire certa gente - e certi media - sembra infatti che i nostri vicini stiano per piombare in una guerra civile, e che la Tunisia sia un covo di terroristi e jihadsti. Questa è un'immagine decisamente semplicistica, ma andiamo con ordine.
Come tutti saprete, la Tunisia è uscita da pochi anni da una rivoluzione di cui, al momento, sta vivendo l'onda lunga: esecutivi non proprio brillanti e forti difficoltà sul piano economico, soprattutto per quanto riguarda le regioni meridionali. Non mi dilungherò su dissertazioni economico-sociologiche che non sono in grado di fare, ma il risultato è che, in questa situazione, un numero effettivamente inquietante (alcune migliaia) di giovani si sono fatti sedurre dalle organizzazioni fondamentaliste armate, e uno dei risultati più eclatanti di questa deriva è stato il recente attentato al Museo del Bardo.
Questa situazione è delicatissima, ma basta per farci definire la Tunisia un Paese pericoloso, da evitare, pieno di barbuti dell'ISIS?
No. Dopo quasi tre mesi posso aver molto da ridire sul tunisino medio, ma non posso dire che sia un terrorista. Anzi, le persone con cui ho parlato dopo l'attentato (dal tassista, al ragazzo ventenne, alla sessantenne donna delle pulizie) concordano sul fatto che quanto avvenuto sia una sciagura per il Paese, soprattutto per le probabili ricadute a livello di flusso turistico. Ho visto con i miei occhi, in piazza, cortei e sit-in contro il terrorismo, tra l'altro organizzati anche da Ennahda, il partito islamista. In fondo è come in Italia durante gli Anni di Piombo: gli italiani erano forse tutti terroristi?
Questo mio post non vuole sminuire l'attentato al Bardo né la delicatezza della situazione attuale. Ma vi invito a non dar retta a tutto quello che vi dicono: ho visto telecamere riprendere sistematicamente il filo spinato e le guardie armate fuori dall'ambasciata francese, con contorno di traffico infernale e clacson selvaggio (tutte cose normali), ignorando, ad esempio, io e i miei che facevamo shopping lì accanto. Soprattutto, ho visto la gente riprendere la propria vita di tutti i giorni, certo scossa dall'attacco, ma senza clima da guerra imminente.

Quindi, la prossima estate andate in vacanza in Tunisia: visitate le spiagge di Djerba e Cap Bon, le rovine di Cartagine, i mosaici del Bardo, la moschea di Kairouan e la medina di Sousse. E non guardate troppo Studio Aperto!

#JeSuisBardo

domenica 22 marzo 2015

Comunicazione di servizio - Service alert

Gente, è con sommo dispiacere che vi scrivo dall'Italia! Ebbene sì, la mia permanenza a Tunisi è - per ora - terminata. Come qualcuno sa, il mio primo progetto era di rimanere fino a giugno, ma ho altre lingue da studiare, e la Bourguiba risucchia ogni mia energia vitale. Ma non escludo di tornarci la prossima estate, quindi tra qualche mese potrei aprire una versione estiva.

People, it is with great dismay that I write you from Italy. My stay in Tunis has ended - for the moment. As someone knows, my first plan was to stay there till June, but I have other languages to study, and the Bourguiba takes every life energy from me. But I don't rule out coming back next summer, so I might open a summer version in a few months.

Ad ogni modo, ciò non significa che smetterò di importunarvi, almeno non ancora. Ho passato l'ultima settimana a fare la turista con i miei - o meglio, a far loro da guida turistica ed evitare che venissero fregati troppo spesso. Di conseguenza, ho un bel po' di cose da raccontarvi, tra tassametri pazzi (e consigli su come evitarli) e treni che voi umani non potete neanche immaginare.

Anyway, I won't stop annoying you, at least not yet. I spent last week sightseeing with my family - that is, being there guide and trying to prevent them from being cheated too often. As a consequence, I have a lot of things to tell you, from crazy taximeters (and tips on how to avoid them) and trains you people wouldn't believe.

Il mio primo post, però, sarà un po' meno leggero: cercherò di spiegarvi, nel mio piccolo, cosa sta succedendo in Tunisia, e perché dovete stare attenti a cosa sentite in televisione.

My first post, however, will be heavier: I will try to explain to you, as well as I can, what is going on in Tunisia, and why you must pay attention to what media say.

#JeSuisBardo

domenica 15 marzo 2015

Tunis: where to eat

Worldwide friends, welcome to a new English version, finally! This time, I'm going to tell you about some restaurants I've been eating at during my two-months-and-something here. Ready?

"Les Amis" - La Goulette (Avenue Roosevelt)

Just like every restaurant in La Goulette, Les Amis serves basically grilled fish. The very good point of it, although, is that they have a standard menu consisting of some vegetable appetizers (cooked and raw), a spicy soup, the best brik I've ever eaten and a main fish dish with fries. The fries were a little bit flabby, but all the rest was delicious, and for just 10 dinars (around 4.50 euros). The restaurant is quite popular, with cats and everything, but quite clean. You can have a look at some pictures here.

"Positano" - La Marsa

Italian restaurant, a real one, with real pizza (not the best one I've ever eaten, but still a real pizza, and probably the best one you can get in Tunis) and other Italian dishes, such as pasta, ravioli and appetizers like bresaola and mozzarella. The ingredients are very good, and they have pork, so, if you are missing it, "Positano" could be a good choice. Small place, very nice, price of a pizza between 10 and 20 dinars (good given that it is in La Marsa). But avoid the desserts. Pictures here.

"Al Khawali" - Al-Aouina

My favourite restaurant without any doubt! It is a syrian restaurant, which means that the food is completely different from the Tunisian one: way more refined, usually not spicy. You must go there and try all the appetizers, like hummus (chickpeas cream), hummus beiruti (eggplant cream), cucumber and yoghurt cream or fattush (a salad), of course with a lot of their delicious bread. The meat is very good, too. The restaurant is really beautiful and cheap, from less than 10 dinars to 30 depending if you take the meat or not. Pictures here.

"Un Punto Macrobiotico" - Tunis (Place Pasteur)

Macrobiotic restaurant near the centre of the city. Very healthy dishes, almost all vegan (but you can have some fish too). Not extremely tasty, so if you are used to cook salty things you might dislike it (I eat almost saltless, so I was ok), but apart from that all the dishes tasted refined and interesting. I loved the tangerine-and-apple ice-cream with raisins and honey (the chocolate balls were good too, but maybe a bit too "heavy" at the end of a meal). Pictures here.

venerdì 13 marzo 2015

Un Punto Macrobiotico

Visto che a quanto pare il mio venerdì sera è sparito nel nulla, ne approfitto per parlarvi del ristorante macrobiotico in cui ho pranzato oggi (pranzo di fine corso per cui ringrazio Chiara e Lorena). Era la prima volta che mangiavo in un ristorante di questo tipo, e devo dire che l'esperienza è stata assolutamente soddisfacente!

Un Punto Macrobiotico si trova in rue de Brasil (zona Place Pasteur, più o meno in centro) ed è un locale non molto grande gestito da non-tunisini (non so bene di dove siano, ma parlano anche italiano). C'è un menù fisso vegano, a cui poi si può aggiungere un piatto di pesce. Il menù vegano, come potete vedere dalle foto, è composto da verdure impastellate e fritte, cremina di verdure e portata principale con verdure cotte e crude, riso, pasta e due bastoncini di ceci, per finire con un dolce a scelta tra gelato, torta e palline di cioccolato.
Verdure deliziose, e ancora mi chiedo come faccia la pastella a stare assieme senza uovo.
La cremina aveva proprio il gusto che piace a me, vagamente dolcino.
Piatto principale buono e fin troppo ricco, anche se, se vi piacciono i sapori forti, potreste rimanere come minimo perplessi... diciamo che sono molto parchi sul sale, e le verdure cotte erano carote e finocchio bolliti. Ma visto che a me sia le verdure bollite che il cibo leggermente insipido piacciono, mi sono trovata bene. Anche se, devo dirlo, era insipida anche la pasta... e no, la pasta non puoi servirla senza sale a un'italiana. Ed era anche un po' scottina. Peccato, perché il sugo era buono.
Come dolce ho preso il gelato, ma ho finito le palline di cioccolato della mia amica (a cui non sono piaciute). Il gelato era spettacolare (e tra l'altro, anche il primo di stagione!). Gusto mandarino e mela, con sopra una pioggia di uvette e un goccio di miele. Anche il gelato era vegano, ma nonostante questo morbido e cremoso. Le palline di cioccolato, non so, a me sono piaciute molto! Cioccolatose, un po' pesantucce, ma d'altra parte quando parliamo di cioccolato...

Insomma, non è tunisina, ma la cucina macrobiotica è stata promossa a pieni voti!

PS: quasi dimenticavo i prezzi! Ma c'è un motivo: in linea con il prezzo medio/popolare tunisino, ho speso 11 dinari e mezzo (circa 5 euro) avendo mangiato fino a scoppiare.




mercoledì 11 marzo 2015

Hummus come se piovesse!

Udite udite: finalmente ce l'ho fatta, mi sono ricordata di fotografare i meravigliosi piatti del ristorante siriano! Ma andiamo con ordine.

Il ristorante in questione si chiama Al Khawali e si trova ad Al-Aouina, uno dei tanti sobborghi di Tunisi. Dal centro ci si arriva con circa 5 dinari di taxi, chiedendo di essere portati al Monoprix di Al-Aouina. Il ristorante è proprio di fronte al supermercato, subito dopo un certo Pin Pizza che viene usato per dire ai tassisti dove fermarsi.
Come potete anche vedere dalla foto, il locale è esteticamente molto bello, e solitamente poco affollato, quindi molto tranquillo (soprattutto il piano superiore). Il servizio è molto rapido e il mio cameriere preferito, un tipino altissimo e magrissimo, è adorabile. Tra l'altro, ormai ci conosce, cosa che mi rende in grado di pronunciare due parole che mi danno ogni volta un'enorme soddisfazione: "Il solito!".
"Il solito" si compone di tutta una serie di cremine un po' in stile cucina greca, tra cui potremmo menzionare
  • hummus: cremina ai ceci (nella foto)
  • hummus beiruti: molto simile allo hummus classico, ma con le melanzane (nella foto)
  • cremina all'aglio di cui non ricordo ovviamente il nome, ma che consiglio assolutamente (se non dovete baciare nessuno)
  • cremina ai cetrioli e yoghurt
Oltre alle cremine, tra gli antipasti annoveriamo insalate varie (nella foto, fattush o qualcosa del genere) o cosi (?) fritti ripieni di formaggio (nella foto) o carne, o ancora specie di piadine farcite con formaggio o carne. E questo è circa un terzo del menù, quello che ho provato. Tutto ciò, naturalmente, accompagnato da abbondante, caldo, paradisiaco pane arabo. Non ve lo descrivo nemmeno, tanto le parole non bastano.
Poi, i piatti principali, ossia carne alla griglia di pollo, manzo o agnello (non c'è bisogno che vi dica che non hanno maiale, vero?). Non essendo una fan degli ovini ho provato solo gli shish taouk (bocconcini) di pollo, molto buoni, ma se vi piace l'agnello e volete spendere un po' di più (20 dinari contro 13) mi hanno detto che le costolette di agnello meritano. Tutti i piatti di carne vengono serviti con riso speziato, verdure e patatine fritte.
E per finire, un'annaffiata di tè alla menta per digerire! Il tutto per una cifra che oscilla tra i 10 dinari scarsi e i 25-30, a seconda che si prenda o meno la carne (ricordo che un dinaro vale un po' meno della metà di un euro).

Faccio notare che i dessert in Tunisia non vanno molto di moda, evidentemente i dolci vengono consumati in altri momenti... tra l'altro, dovrò farvi un post sui dolci, prima o poi!

PS: il proprietario del locale ha vissuto in Italia per parecchi anni... ed è amico di un mio amico. Il livello di vippaggine si alza!

domenica 8 marzo 2015

"Vai in Africa", dicevano. "Farà caldo e ci sarà sempre il sole", dicevano.

Piove.

No, "piove" è riduttivo. Diluvia a secchiate da tutto il giorno. Macché, tutta la settimana. Macché, un mese. Roba che non c'è un tunisino che è uno che non sia come minimo sconvolto da questa primavera monsonica, che giustamente aspettava solo che arrivassi io. E se non ci credete ("Ma cosa deve piovere in Africa?") guardate qui e qui. E immaginatevi il mio terrore, posto che mi perdonerete se nutro dubbi sulla tenuta del sistema fognario di Tunisi (visto che ultimamente non regge nemmeno quello di Milano). Se non altro, se si allaga tutto posso salvarmi aggrappandomi ai sacchi della spazzatura a mo' di salvagente.

Che, comunque, non è solo la pioggia. Il vento è così forte da rendere del tutto inutili gli ombrelli, un po' perché te li strappa di mano e un po' perché comunque tanto piove in orizzontale (chiedere conferma alla mia finestra). E poi, ragazzi, fa freddo. A parte una bastardissima parentesi qualche giorno fa (25 gradi piazzati così, per un giorno solo, per farti odiare ancora di più il resto della settimana) le massime fanno fatica a salire sopra i 10 gradi. Che potrebbero sembarvi non proprio una temperatura da Lapponia, senonché in Lapponia usano il riscaldamento e hanno serramenti meno marci di quelli tunisini. E' capitato più di una volta di fare lezione con il cappotto, e tra l'altro la mancanza di riscaldamento ha quasi ucciso il mio compagno di classe giapponese, che per tentare di scaldarsi si è raggomitolato in posizione fetale sulla sedia... che si è istantaneamente smontata sotto i suoi piedi (ah, il mobilio della Bourguiba!). Ringraziamo Dio che è successo a un giapponese, nessun'altra etnia avrebbe avuto la prontezza e la grazia necessarie ad evitare il decesso. Comunque. In casa il riscaldamento va, peccato che riscaldare una stanza con il soffitto alto quattro metri e mezzo non sia semplicissimo. Soprattutto se ho così tanti spifferi che a casa mia potrei girarci Titanic. Non sto scherzando, gente. Ho una porta che dà su una specie di scala di emergenza (?). E. Ho. Un. Buco. Nella. Porta. Che, in ogni caso, chiude male.

E se ancora pensate che non sia poi così tanto assurdo: due settimane fa si è tenuto a Nefta, in pieno deserto, Les Dunes Electroniques, un festival di musica elettronica. E ha piovuto ininterrottamente per tutto il week-end. Fate voi.

lunedì 2 marzo 2015

Sara è un'elfa libera! - Sara is a free elf!

*English version at bottom*

La vecchia casa... - The old flat...



Tanto per cominciare, vi chiedo umilmente e insistentemente perdono per avervi abbandonati, ma ho avuto i miei buoni motivi. Essenzialmente, UN buon motivo: trasloco. Ebbene sì, tra lo studio matto e disperatissimo e Tunisi mezza inondata (il primo che obietta "Ma sei in Africa" lo affogo) non mi sono fatta mancare di cambiare casa. Ne avrei fatto volentieri a meno, ma con le ex coinquiline eravamo quasi arrivate al punto di tirarci i piatti; cosa che non abbiamo mai fatto solo perché di piatti non ne avevamo molti. Non entrerò in dettagli per evitare di trovarmi teste di cavallo mozzate sul banco domani a scuola, e soprattutto non vi dirò che, tra le altre cose, sono stata anche accusata di:
... e quella nuova! - ... and the new one!
  1. perdermi per strada
  2. lavare troppo spesso i miei vestiti
  3. essermi fatta fotografare con una di queste alla laurea di entrambe
  4. aver rubato a un'altra una molletta gialla
Roba da tribunale dell'Aja, come si può ben notare. Comunque, roba di cui NON parlerò.
Il trasloco, quindi. Vista la necessità di trovare un'altra sistemazione subito, ho optato per la Maison Diocésaine, uno studentato gestito da suore argentine. Che dire? Nonostante le premesse (insomma, suore!) il posto è splendido, come potete anche vedere dalle foto. Ho bagno e cucina in camera, quindi in pratica un monolocale, le lavatrici sono lavatrici vere, ergo dopo due mesi i miei vestiti sono finalmente puliti, i vicini di stanza sono silenziosissimi (e ne avevo bisogno, fidatevi), gli spazi comuni molto puliti e la zona è centralissima (a 50 metri da Avenue Habib Bourguiba, il Corso Vittorio Emanuele di Tunisi). L'unica pecca (prevedibile) è che ho il coprifuoco: 22 il lunedì, una venerdì e sabato e mezzanotte gli altri giorni. Sopportabile, soprattutto sotto esame... e i ragazzi con cui ho avuto modo di scambiare quattro parole sembrano veramente carini, la prima sera ho cenato nella cucina in comune per vedere altri esseri umani e loro hanno addirittura apparecchiato anche per me! Che dopo due settimane di coinquiline che non ti parlano...
UNA DOCCIA VERA! - A REAL SHOWER!
Oh, ho menzionato il soffitto che ogni tanto perde pezzi? Be', dai, siamo pur sempre a Tunisi...

First of all, I'm very very sorry for having abandoned you, but I've had some good reasons. Basically, I moved (something I was really missing, among all the studying and Tunis half flooded). I mean, I would have avoided it, if my former flatmates and I hadn't been on the edge of killing each other.
Anyway, I needed a new place quickly, so I ended up in the Maison Diocésaine, a residence run by nuns. And I must admit that it is really good: clean, with real washing-machines and very quiet neighbourghs. I even have a kitchen in my room, which is basically a studio. Well, the ceiling is falling to pieces on my head, but, you know, after all it is Tunis...





E c'è pure l'ascensore - And there is even an elevator

Il terrazzo - The terrace
Il mio piano - My floor

La sala comune - The common room

domenica 15 febbraio 2015

Pizza e discoteca: Friday night a Tunisi!

Tanto per cominciare, chiedo venia per il ritardo: non ho avuto internet per qualche giorno (e la padrona di casa ha mandato noi al centro assistenza, peraltro mandandoci dall'operatore sbagliato... ma questa è un'altra storia). Quindi, eccomi qui, finalmente, a rispondere a un'annosa (?) domanda: cosa si fa il venerdì sera a Tunisi? 

Tanto per cominciare, non si resta a Tunisi centro, dove tutto chiude prestissimo (solitamente intorno alle 21) anche nel week-end. L'unica speranza di fare della vita notturna è spostarsi in uno dei sobborghi più o meno europei, tra cui il più posh di tutti è indubbiamente La Marsa. Proprio qui, venerdì scorso, io e i miei compagni di scorribande abbiamo finalmente trovato - udite udite - una pizza decente! E ragazzi, fidatevi: è un'impresa. Qui avevano addirittura la mozzarella, quella vera! E - sì signori! - MAIALE!
Il nome del ristorante è, come potete leggere dal menù, Positano, e il proprietario è veramente italiano. Oltre alle pizze (non le migliori che io abbia mai mangiato, ma molto sopra la media tunisina) vengono servite anche paste, ravioli (ne ho assaggiato uno da una mia amica, molto molto buono) e gnocchi (nei supermercati introvabili, importeranno anche quelli?), oltre ad una serie di antipasti tra i quali ho provato il piatto di bresaola e mozzarella che vedete qui: ottima bresaola e ottima mozzarella, potrei chiedere di più? L'unica pecca sono i dolci: pseudo-tiramisù che era una coppetta piena di pseudo-crema di mascarpone e con vaghe tracce di caffè. Ma magari gli altri sono meglio, eh.
Prezzi buoni per essere a La Marsa, le pizze oscillano tra i 10 e i 20 dinari (ricordo che un dinaro vale un po' meno di 50 centesimi di euro).

Dopo cena due americani (amici delle mie amiche) ci hanno invitate a bere in un bellissimo locale (di cui chiaramente non ho memorizzato il nome) in stile europeo... ed europei erano anche i prezzi! Se non ho visto male lo scontrino, un centinaio di dinari per due bottiglie di vino... ma tanto offrivano gli americani! Tra parentesi, anche il proprietario di questo locale era italiano... ci sono più italiani a La Marsa che a Milano!

La serata si è conclusa al Carpe Diem, discoteca gettonatissima (e infatti sempre molto affollata) dal momento che la musica è solitamente bella (e varia), il locale molto curato e l'ingresso spesso gratuito. Vanno segnalate solo una pecca e una stranezza. La pecca è che qui, come in tutti i luoghi aperti al pubblico in Tunisia, si può fumare: portatevi una bombola di ossigeno e tenete in considerazione che puzzerete peggio di Fukushima alla fine della serata! La stranezza è che praticamente tutte le discoteche qui chiudono alle 2: non male se il giorno dopo devi studiare, ma in confronto a quelle italiane...

domenica 8 febbraio 2015

Benvenuti a... Disagio in Cucina! - Welcome to... Uneasiness in the Kitchen!

*English version at bottom*

Miei cari lettori vicini e lontani, grandi e piccini, salve! Avevo pensato di raccontarvi del mio venerdì sera, ma penso che rimanderò questo momento per dedicarmi, ora, alla domenica mattina... e cosa si fa la domenica mattina, se non le pulizie? Ma prima, serve il prologo.
C'era una volta, a Tunisi, una ragazza. Questa ragazza, una bella mattina, si svegliò fresca e pimpante (?) per andare a scuola, e cosa vide in cucina? QUINTALI di formiche!
Ebbene sì, gente: qualche giorno fa, questo è stato il mio buongiorno. In realtà dovrei ringraziare gli amichevoli insettini, perché mi hanno permesso di rendermi conto di quanto fosse penosa la mia cucina: mesi e mesi di sporco si erano accumulati in ogni angolo, al punto che avere solo le formiche andrebbe considerata una botta di culo.
Insomma, colpita dal sommo schifo, mi sono messa di impegno e ho pulito l'angolo della pattumiera, disinfettandolo con abbondante Amuchina. E lì per lì, le formichine sembravano essersi arrese. Fino a stamattina, quando le ho viste - ORRORE - ignorare la spazzatura (ormai non particolarmente marcia) per dirigersi verso i fornelli.
No, le formiche sui fornelli NO. Quindi, visto che sembro essere l'unica seriamente preoccupata dalle condizioni igienico-sanitarie del luogo in cui risiedo, via, nuovo giro di pulizie. Fornelli, lavandino e zone limitrofe.
Ovviamente i fornelli erano incrostati di cibo bruciacchiato fossile, ma vorrei attirare la vostra attenzione sul piano dietro il lavandino. Orbene, sul presente piano c'è sempre stata, da quando sono qui, una pentola capovolta, una specie di residuato bellico bruciato che non so perché nessuno cestini (a proposito, ho anche buttato due coltelli arrugginiti. Perché va bene l'antitetanica, ma io non esagererei...). Con in mano la mia bella salviettina igienizzante (un cero per Santa Simply) sollevo la pentola per vedere se sotto c'è dello schifo, per caso. E.
E.
E. C'è. Dell'acqua. Parzialmente solida. E con un'aroma che ricordava molto da vicino l'acqua della boccia dei pesci. Tra l'altro, è sorprendente che fosse ancora trasparente... invece di buttarla via trattenendo conati di vomito, avrei potuto prelevarne un campione da mandare ad un laboratorio analisi.

Arriverà il giorno in cui io capirò perché a qualcuno piace vivere mesi nello schifo. Ma non è questo il giorno.
Arriverà molto prima il giorno in cui, alla prima che sporca la cucina e non la pulisce, farò un bendaggio gastrico con una molletta, così risolviamo i problemi derivanti dall'utilizzo della cucina alla radice.

Coinquiline avvisate, mezze salvate.

Prologue: a few days ago, I woke up with my kitchen full of small, cute ANTS walking right into the garbage bin. Actually I should thank them, because they made me realize how disgusting that place was (so disgusting that I should be thankful we've had only ants). Therefore, I spent one hour cleaning and disinfecting the corner where we keep the bin, and the ants seemed to retreat. Untill this morning.
Yep. This morning I've woken up and - there! - ants again. Walking, now, right to the stoves. Ok, ants are nice, ants are cute, ants are funny. But not on the stoves. So, given that apparently I am the only one caring about the cleanness of the place I live in, housework again! Precisely, the stoves and the sink.
The stoves were, of course, encrusted by burnt food, but, please, focus on the surface at the back of the sink. There a burnt pot, a puzzling war surplus, has been laying since I'm here. Thus, I lifted it to see if there were anything gross underneath. And.
And.
Almost-solid water smelling of fishbowl.

A day may come when I understand why people don't clean the place where they live. But it is not this day.
A day may come sooner when I make a gastric banding with a clothes peg to the first who does not clean the kitchen.

giovedì 5 febbraio 2015

Tunisi capitale mondiale della raccolta differenziata - Tunis world recycling capital

E visto che un'immagine vale più di mille parole, ecco come si butta la pattumiera a Tunisi.

And given that an image is worth a thousand words, this is how you throw your rubbish in Tunis.

sabato 31 gennaio 2015

Ristorante Les Amis (La Goulette)

Come tutti i blog che si rispettino, anche il mio deve avere una sezione dedicata al cibo, vi pare? E finalmente è giunto il momento di inaugurarla con il ristorante Les Amis a La Goulette (Avenue Roosevelt), a una ventina di minuti da Tunisi.

Sua maestà il brik!
Il locale (di cui non ho foto esterne a causa del tempaccio che imperversa a Tunisi da almeno una settimana) è molto popolare, con tavoli quasi esclusivamente all'aperto protetti dalle intemperie da un gazebo di plastica trasparente e i soliti gatti che ti girano attorno alle gambe. Tunisia, insomma.
Anche a cena viene proposto un menù a prezzo fisso, che comprende tutta una serie di antipasti di verdure, una zuppa, un brik e un piatto principale di pesce (la specialità del ristorante) a scelta. 
Notate l'uovo deliziosamente crudo che cola fuori... mmm!
Gli antipasti vengono serviti in piattini sparpagliati lungo tutto il tavolo, in una situazione di caos molto colorata. Posso elencare insalatine verdi (che, va detto, non avevano un'aria freschissima, come purtroppo qui capita spesso - nel dubbio, non mangiatele), una specie di peperonatina con peperoni verdi e uova (deliziosa e delicatissima), una specie di salata mechouia (verdure grigliate tritate) non piccante e ovviamente gli immancabili piattini di harissa (salsa piccantissima a base di peperoncino) con tonno e olive.
La zuppa era a occhio una zuppa di verdure con del farro e, naturalmente, del peperoncino.
I miei calamari arrosto con patatine fritte
Il brik è stato senza dubbio l'antipasto migliore. Si tratta di una specie di panzerotto con una pasta sottile e croccante ripieno di uovo, verdure, tonno e formaggio. Nel vero brik l'uovo deve restare crudo, e su dieci brik serviti non ce n'è stato uno in cui l'uovo si fosse cotto. Impeccabile!
Come piatto principale io ho scelto dei calamari arrostiti, che non avevo mai mangiato (li avevo provati solo fritti nel classico fritto misto). Buonissimi! Anche gli altri piatti di pesce (vari pesci arrostiti) avevano uno splendido aspetto e sono stati spazzolati in un attimo. Tutte le portate principali venivano servite con contorno di patatine fritte (non le migliori che io abbia mai mangiato, ma assolutamente dignitose).
Servizio da ristorante popolare, quindi velocissimo.

Tutto questo ben di Dio, gente, per la stratosferica cifra di 10 dinari a testa (circa 4.50 euro), naturalmente bevande escluse. Insomma, se passate da Tunisi non potete perdervelo!

martedì 27 gennaio 2015

Lavatrice: istruzione per l'uso - How to use my washing-machine

Ammirino lor signori questo spettacolare ritrovato tecnologico, l’ultimissimo modello di lavatrice presente sul mercato!

Ladies and Gentlemen, look at this amazing high-tech item, the latest washing-machine on the market!

Spiegazione delle comode manopole: la prima partendo da sinistra è quella che regola i minuti di lavaggio, quella centrale (grazie alla quale imparerete anche una nuova parola in francese, vidange) è per aprire lo scarico, quella di destra imposta la centrifuga.  

Explanation of the handy handles: the first from the left is for the lenght of the washing, the one in the middle (thanks to which you will learn a new French word, vidange) opens the outlet, the one on the right set the spin-dryer up. 

Per fare il vostro bucato prendete i vostri panni sporchi (non troppi) e posizionateli nel cestello di sinistra. Intanto, prendete il tubo che trovate accanto al frigorifero, infilatelo nel foro sopra le manopole e aprite il rubinetto: il cestello della vostra lavatrice si riempirà di ottima acqua fredda che la lavatrice, naturalmente, NON riscalderà.
 
To do your washing take your clothes (not too many) and put them in the basket on the left. Meanwhile, take the pipe you will find next to the fridge, stick it into the hole over the handles and open the tap: the basket of your washing-machine will be filled by excellent cold water that the machine, of course, will NOT heat.

A questo punto, versate la quantità desiderata di detersivo; farete bene a desiderarne poco, perché il risciacquo è manuale (vedi oltre) e in ogni caso il detersivo costa come due cene al ristorante.


Now, pour the desired amount of detergent; you’d better desire little of it, because the rinse is by hand (see further) and anyway the detergent costs as much as two dinners at a restaurant.


Girate la manopola di sinistra molte, numerose, innumerevoli volte, finché la lavatrice non decide di partire. In ogni caso, state attenti che non vi rimanga in mano (la manopola, non la lavatrice).



Turn the left handle many many many times, till the washing-machine decides to start working. In any case, pay attention not to break it (the handle, not the washing-machine).

Al termine del lavaggio (che dura solitamente tra i due e i cinque minuti) trovate un modo per sciacquare i vostri panni. Si consiglia di aprire nuovamente il rubinetto e sciacquare un capo alla volta sotto il getto piacevolmente gelido.

 
At the end of the washing (which usually lasts between two and five minutes) find a way to rinse your clothes. We suggest you to open  the tap again and rinse one piece at a time under the nicely icy jet.

A questo punto mettete pochi vestiti alla volta nella centrifuga, che è l'unica parte della lavatrice a funzionare bene (se mettete pochi vestiti, appunto). Infine, stendete i vostri panni "puliti" sul comodo e ampio terrazzo.
Now put a few clothes in the spin-dryer, which is the only part of the washing-machine that works well (but only if you put a few pieces at a time). Finally, lay your "clean" clothes on the spacious terrace.
 

domenica 25 gennaio 2015

I tunisini e le lingue - Tunisians and foreign languages

???

Francese a caso nella gioielleria vicino a casa mia - Random French at the jewelery near my house


Sì ma... perché italiano? - Italian: why?

Il fast food di fronte alla scuola - The fast food in front of the school
N.B.: per beccare un livello di connessione decente mi sono dovuta raggomitolare per terra di fianco al modem. Dovreste apprezzarlo.

N.B.: to have a decent internet connection I'm sitting on the ground next to the modem. You should appreciate it.

giovedì 22 gennaio 2015

Idrab maftu7

Cioè, sciopero "aperto", quello che da ieri stanno facendo alcuni docenti dell'istituto Bourguiba, quello in cui sto studiando. Premetto che quanto segue è ciò che ci hanno riferito gli stessi insegnanti: prendetela quindi come un'informazione inevitabilmente di parte.

That is, "open" strike, this is what some teachers of Bourguiba school (the institute I'm studying at) have started yesterday. I put beforehand that what follows is what the teachers themselves have told us: take it thus as a biased information.

A quanto pare esistono due tipi di insegnanti: i neo-assunti, chiamati direttamente dal Ministero e dotati di regolare contratto, e quelli di vecchia data, che lavorano in nero da anni (in alcuni casi più di dieci). Tra l'altro, i neo-assunti, a detta dei colleghi, hanno poca voglia di lavorare e soprattutto di adattarsi ai metodi dell'istituto (che vanta mezzo secolo di storia, non proprio briciole). Non conosco tutti i neo-assunti, ma diciamo che da quello che mi hanno riferito i metodi di alcuni lasciano veramente un po' a desiderare, soprattutto se confrontati con quello storico basato sull'immersione totale nella lingua e su programmi molto precisi.

Apparently there are two kinds of teachers: the newly hired, coming directly from the Ministry and with a normal contract, and the old ones, who have been working with no contract for years (in some cases more than ten). Moreover, the newly hired are, according to their collegues, lazy workers and they don't want to adopt the methods of the institute (which has existed for around fifty years). I do not personally know the newly hired, but I can say that I've been told their methods leave a bit to be desired, sometimes, most of all if compared with the traditional one based on a whole immersion in the language and on very precise programmes.

Per tutti questi motivi (avere più diritti e tutelare quello che loro ritengono essere il metodo migliore, nella scelta del quale al momento non hanno voce in capitolo non essendo ufficialmente assunti) molti hanno scelto di scioperare, nella speranza di attirare l'attenzione di media e Ministero. Stando a quanto ci hanno riferito questa mattina dovrebbero avercela fatta: in programma per oggi pomeriggio c'era una riunione con il Ministero e il Rettore dell'università di Tunisi, a cui l'istituto fa capo. Bisogna però anche dire che questa storia si trascina avanti da tempo, con continui scioperi che, a quanto pare, non ottengono risultati. Sarà la volta buona? Me lo auguro, per i professori e per noi studenti!

For all these reasons (gaining more rights and defend what they consider it to be the best teaching method, in the choose of which they don't have a say, given that they are not officially hired) many have decided to go on strike, hoping to draw the attention of the Ministry and the media. As far as they have told us this morning, they should have won: this afternoon a meeting is supposed to have been held with the Ministry and the Head of the Faculty. Although I must say that this situation has been lasting for a long time, with many strikes that, apparently, has had no success.Will this be the right time? I hope so, for our teachers and for us the students!

martedì 13 gennaio 2015

My first days in Tunis: an English summary

Here we go with a new English post, to all my foreign friends. But first of all, excuse me for being so late with it: my internet connection is awful!

I arrived in Tunis one week ago, and the first interaction with my house was actually pretty shocking. The flat is composed of five bedrooms, one sort-of-bathroom and one sort-of-kitchen. Oh, we have a veranda too, but I will talk about it in a later post. Anyway, I chose the smaller room, and most of all the one which had been closed for months. Result: making the bed I found an adorable dead mouse wrapped in the blanket. Luckily it was a mouse and not a rat, at least. You can see some photos of the house (not of the mouse XD) here.

Anyway, after tiding up the house we went sightseeing. My flatmates and I went first to the city center, in particular to the very French Avenue Habib Bourguiba and then to the tourist suq. Pictures here.
Then we went to Sidi Bou Said, a small village a few kilometres far from Tunis named after a religious figure, Bou Said. Known for being a town of artists, Sidi Bou Said is now mainly a touristic place, with its famous pottery and its gorgeous (even if rather expensive) cafés. Even if it is, most of all, one of my favourite places in the world, for its beauty and for all the happy memories related with it. Pictures here.

domenica 11 gennaio 2015

Sidi Bou Said

Borgo situato ad alcuni chilometri da Tunisi, Sidi Bou Said prende il proprio nome da un santone musulmano, appunto tale Bou Said, che costruì qui la sua dimora tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo. La località è diventata, con il tempo, prima l'"umile" dimora di governatori e tunisini benestanti, poi una località popolata da artisti e artigiani, e infine, attualmente, un borgo prettamente turistico, pieno di negozi in cui acquistare splendide ceramiche (ma mi raccomando, SEMPRE contrattare come se non ci fosse un domani!) e famoso ovunque per i suoi edifici, tutti dipinti di bianco e blu (cosa che in effetti lo fa somigliare ad alcune cittadine greche).

Sidi Bou Said è sempre stata una delle mie destinazioni preferite, e ieri mi ha confermato che anche in inverno (peraltro, un inverno molto mite) mantiene tutto il suo fascino. Io e le mie compagne abbiamo fatto due passi nei vicoletti per poi concederci un babalooni (una specie di ciambella fritta) per strada e un tè con i pinoli (da provare!) nel Cafè des Délices, caffè molto costoso (cinque dinari, circa due euro, per un tè) ma con una splendida terrazza panoramica sul golfo, dalla quale ci siamo godute uno splendido tramonto invernale.








Cafè des Délices